Le case chiuse durante il fascismo: come funzionavano? Prostitute durante il fascismo, i documenti ritrovati Case chiuse: da nord a sud Italia, i luoghi a luci rosse InItalia Nelle case chiuse fasciste il cliente, scelta la ragazza versava alla cassa il suo. Leggi anche: Storia della prostituzione. Nei bordelli andavano uomini di tutti i tipi: gerarchi, ufficiali, mariti, ragazzini. La mia storia con una prostituta : le rivelazioni chock di un cliente Una casa, le

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Le case chiuse durante il fascismo: come funzionavano? Prostitute durante il fascismo, i documenti ritrovati Case chiuse: da nord a sud Italia, i luoghi a luci rosse InItalia Nelle case chiuse fasciste il cliente, scelta la ragazza versava alla cassa il suo. Leggi anche: Storia della prostituzione. Nei bordelli andavano uomini di tutti i tipi: gerarchi, ufficiali, mariti, ragazzini. La mia storia con una prostituta : le rivelazioni chock di un cliente Una casa, le tasse da pagare e istituiti controlli medici sulle prostitute per contenere le malattie veneree. Scarpa si è subito messo in contatto con un appassionato di storia della zona. Parte i documenti con i nomi e i cognomi degli uomini che frequentavano. Ogni venerdì, quando la casa di tolleranza era chiusa al pubblico. Ogni città d Italia, nel passato, aveva le sue (tantissime) case chiuse.

Chi va con la bella bolognese?, Abbiamo la Katia dalle poppe imperiali! Le tariffe fissate dallo Stato andavano dalle 2 alle 5 lire a prestazione, con ulteriori sconti per le mezzore, i quarti dora o le svelte. E.-Acro ad Hor., Sat., 1, 2, 31 sgg. Infatti, chi si portava dietro quellaroma aveva addosso la prova olfattiva che incontestabilmente dimostrava la sua recente frequentazione di una casa chiusa. Correlato:  Centro massaggi cinese: prostituzione o attività in piena regola?


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Dopo le sesso in college bacheca escort milano minacce (uomo avvisato mezzo salvato la maîtresse passava infatti allazione: i flanellisti sapevano che presto la luce sarebbe stata spenta e avrebbe fatto la sua apparizione il tenuto flit Quando le luci venivano riaccese nel frattempo cera stato un fuggi fuggi generale flanellisti. Italia, le case chiuse (così chiamate per sesso in college bacheca escort milano le persiane sempre abbassate a protezione della privacy e della morale) si dividevano per classi sociali: i frequentatori più poveri si potevano consolare con il lupanare di via Conte Verde, la fascia media, invece, poteva recarsi alle due. È però soprattutto a partire da Cavour che le questioni in fatto di casini assunsero connotazioni atte a strutturarle sulla base di leggi, controlli e tasse da pagare allo Stato. Quando fu effettuato il censimento, nella nostra città il numero degli uomini era circa il doppio di quello delle donne: rapporto 1,9 (maschio) a 1 (femmina). Ma che finì, barbona, nei sotterranei della Stazione Centrale. In genere, a Torino, ogni casa chiusa disponeva di saloni per lattesa che potevano contenere un numero variabile di persone: da una decina a una cinquantina. Spesso qualcuna delle ragazze operanti soprattutto nelle case di livello alto, diceva di aver clienti vip: politici, campioni sportivi, industriali, ecc. Poi ancora bakeca incontri torino escort rovato dalle otto alluna di notte dichiarava Katia, una delle ultime signorine di quellepoca intervistata qualche tempo fa da Il Borghese) ed erano obbligate a cambiare casa di piacere e spesso anche città ogni quindici giorni. Napoli, Firenze, Venezia: tutte le città dItalia, in passato, avevano le loro case chiuse. Ciascuno con le sue ragazze e il suo tariffario. Le case di livello più alto offrivano una serie di optional che ne accrescevano il prestigio: per esempio, in quella di corso Raffaello vi era un salotto cinese che con la sua cornice esotica enfatizzava latmosfera, inoltre offriva il servizio libero: cioè una cameriera guardava. 19 Sito ufficiale degli scavi Pompeiani, su pompeiisites. Lordine era inoltre mantenuto dalle maitresse anche con ingegnosi stratagemmi: per scacciare i perditempo o gli attaccabrighe, le matrone spegnevano le luci e, al grido. Vanoyeke, La prostitution en Grèce et a Rome, Paris 1990.N. Il quartiere a luci rosse della città si estendeva tra i Quartieri Spagnoli e via Chiaia, ed era il più grande di tutta Europa. Consideriamo che le ragazze di fatto erano delle lavoratrici a cottimo: più marchette più soldi. Dalle otto alle dieci si usciva per fare acquisti. «Qui abita la felicità» 10 ; quattro falli e un bussolotto per il gioco dei dadi; le tre Grazie assieme a una donna più anziana e la scritta ad sorores iiii. Prima dellaccesso al bordello erano controllati i documenti dei maggiorenni sospetti, per evitare che tra le maglie della rete di controllo stesa dalla maîtresse potesse passare qualche minorenne: malgrado la cura cera sempre qualcuno che riusciva a farla franca. «Qui ho appena fottuto una formosa fanciulla lodata da molti, ma dentro era fangosa» ( CIL, IV 2175; 2246; 2217; 2273; 1516) Sulla porta della cella era riportato il nome della donna e il prezzo della prestazione e un cartello di occupata serviva ad avvertire. Talvolta solo una tenda separava la stanza dalla strada. A, napoli, poi, ce nerano addirittura novecento (fino al 1958).


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